Roma, 05 Dicembre 2019  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



06/10/2009 L´Osservatorio politico siciliano
Il Mezzogiorno per l´Italia e per l´Europa
 
L´incontro vuole essere un contributo a riaprire la ricerca e il dibattito sulla questione mezzogiorno. La sua negazione o rimozione è una delle cause e delle conseguenze più gravi della crisi italiana ed è un grande ostacolo alle scelte di riforma e d´innovazione che il cambiamento del mondo e la recessione economica oggi impongono e che invece sono eluse o avversate dalla politica economica del governo e dallo spirito di scissione dell´Italia (alimentato da paure e chiusure localistiche e da diverse pulsioni separatiste e protezioniste, quelle della Lega e quelle dei cosiddetti partiti del sud).
Il Mezzogiorno e il dualismo dell´economia italiana non possono essere affrontati astraendo o separando il nostro Paese dalle interdipendenze che segnano la realtà internazionale, l´esasperazione delle disuguaglianze e le contraddizioni Nord-Sud del mondo. E neppure possono essere avulsi dallo spazio-tempo di grandi questioni all´odg quali il mutamento del clima, l´approvvigionamento energetico, le migrazioni, l´investimento in conoscenza, formazione, ricerca, la valorizzazione della risorsa territorio, la lotta contro le nuove schiavitù e la criminalità organizzata, la riforma dei livelli sovranazionali di governo.  Il Mezzogiorno e il dualismo dell´economia italiana sono oggettivamente una delle priorità chiamate in causa dalla rimessa in discussione del modello di sviluppo dopo che l´unilateralismo e il fondamentalismo dell´autoregolazione del mercato hanno fallito. 
Come saranno l´Italia e il Mezzogiorno ridisegnati dalla crisi (e già adesso dalla caduta di 5 punti del PIL e dalle regressioni dell´Italia nelle classifiche internazionali)?
Può il Sud (e il Mediterraneo) diventare una proposta qualificante per una strategia anticrisi dell´Italia (e dell´Europa) e per le riconversioni produttive dello stesso Nord? Possono quindi la crisi e il suo superamento non più causare un´ulteriore emarginazione e sacrificio del Sud, ma diventare una positiva occasione di alternativa al dualismo dell´economia italiana?
Quali assetti e  strumenti politico-istituzionali possono nel nuovo contesto euromediterraneo risolvere il nodo del mancato sviluppo del Sud e della Sicilia dopo 150 anni di unità entro i più diversi sistemi (monarchia e repubblica, fascismo e democrazia, centralismo e regionalismo)?
 La ridefinizione di un ruolo nazionale del Mezzogiorno, e l´individuazione dell´ indispensabile contributo che una sua democratica autoriforma può portare ad una nuova unità del Paese, passano attraverso una risposta della cultura e della politica a queste domande : una risposta che richiede anche un ripensamento critico di se stessi attraverso uno sguardo lungo (sulle radici storiche delle trasformazioni) e largo (sulla dimensione mediterranea ed europea entro cui si collocano le possibili soluzioni).
L´Osservatorio con questo incontro vuole, dunque, offrire un ambito di confronto autentico e coraggioso, contro i tentativi minimalistici di esorcizzare il nodo unità/divisione del Paese e di relegare il Sud nel pantano dei luoghi comuni..


 



 
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