La mia città è Palermo, dove sono nato il 15 ottobre 1956.
Mi sono laureato nella Facoltà di Scienze Statistiche dell´Università degli Studi "La Sapienza" di Roma: l´università è una parte importante della mia vita. La "frequento" ancora, perchè insegno Microeconomia alla Facoltà di Economia "Federico Caffè" Università degli Studi Roma Tre. Sono sposato con Monique Veaute, che dirige Palazzo Grassi a Venezia. E´ il mio secondo matrimonio: dal primo è nato mio figlio Antonio, che adesso ha 24 anni e sta completando gli studi universitari.
La mia formazione è stata fortemente influenzata da due donne, due grandi donne siciliane.
La mia nonna, Jole Bovio Marconi, nata a Roma, approdò in Sicilia negli anni ´20 del secolo passato, per non lasciarla più. Per trenta anni, fino agli anni ´60, diresse la Soprintendenza archeologica della Sicilia Occidentale e il Museo Archeologico Nazionale di Palermo, dove continuò a lavorare anche durante i bombardamenti. Dopo la guerra ricostruì il museo. Ricordo bene il giorno in cui le fu conferita la medaglia d´oro della Repubblica, al Quirinale: per la prima volta indossavo i pantaloni lunghi.
Mia madre, Marina Marconi Causi, è stata protagonista delle battaglie degli anni ´70 per i diritti civili e, soprattutto, per i diritti delle donne, promotrice della riforma sanitaria in Sicilia, deputato regionale eletta come indipendente nelle liste del Pci, assessore del Comune di Palermo negli anni ´80 nella giunta della Primavera.
La mia vita lavorativa è stata un intreccio di esperienze accademiche, professionali e politico-amministrative: queste ultime, naturalmente, sono state molto importanti nel condurmi verso la bella avventura del Partito Democratico, della cui Assemblea Costituente faccio parte.
L´attività politico-amministrativa
Fra il 2001 e il 2008 ho ricoperto l´incarico di Assessore per le politiche economiche, finanziarie e di bilancio del Comune di Roma, accanto al Sindaco Walter Veltroni. Sette anni di lavoro intenso, di risultati importanti, di apprendimento del funzionamento della macchina pubblica in Italia: mi è piaciuto farlo da un livello istituzionale "basso", cioè molto vicino ai cittadini, come è il Comune. E´ stata una grande opportunità di partecipare alla costruzione e alla realizzazione di una strategia di sviluppo economico locale per una grande area metropolitana, la Capitale d´Italia.
Ho lavorato non soltanto per Roma, ma per tutti i Comuni italiani. Per conto dell´Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) mi sono occupato di finanza locale, di tutte le Leggi Finanziarie degli ultimi sette anni, ma soprattutto di federalismo fiscale. Ho fatto parte del gruppo di lavoro interistituzionale che ha redatto il Disegno di legge delega per l´attuazione dell´art. 119 della Costituzione (quello, appunto, sul nuovo assetto federale della finanza pubblica), che il Governo Prodi ha approvato e ha mandato in Parlamento, ma che purtroppo il Parlamento non ha avuto modo di esaminare, per la scadenza anticipata (e drammatica) della legislatura.
Fra il 2004 e il 2006 sono stato componente, sempre su designazione dell´Anci, dell´Alta Commissione per il federalismo fiscale. Il Governo Berlusconi e la maggioranza di quella legislatura, però, non approdarono a nulla. Credo sia importante ricordare, oggi che tutti si riempiono la bocca di parole come "federalismo" e "autonomismo", che per l´attuazione del federalismo fiscale la legislatura 2001-2006 non era riuscita a produrre neppure un disegno di legge, cosa che il Governo Prodi ha fatto in meno di due anni.
Sono componente del Consiglio scientifico della Fondazione Ifel, l´Istituto per la finanza e l´economia locale dell´Anci.
Prima dell´esperienza al Comune di Roma, ho lavorato in qualità di esperto economico presso il Ministero del tesoro, bilancio e programmazione economica, fra il 2000 e il 2001, Ministro il Prof. Vincenzo Visco, occupandomi soprattutto − ma non unicamente − di politiche di sviluppo regionale e dell´importante riforma varata nel 1998 per permettere un miglior funzionamento di queste politiche, in cui si intrecciano gli interventi comunitari, quelli nazionali e quelli regionali, in particolare sul versante delle infrastrutture.
Fra il 1996 e il 1998 sono stato esperto economico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fui assegnato all´allora Vice Presidente del Consiglio e Ministro per i beni culturali, Walter Veltroni. E´ stata la stagione durante la quale, in soli due anni e mezzo, il settore dei beni culturali in Italia è stato finalmente messo al centro di una strategia di sviluppo culturale, sociale ed economico: introduzione del Lotto per i beni culturali; aumento consistente dei finanziamenti CIPE ed europei per i beni culturali; apertura dei servizi aggiuntivi nei musei italiani; prolungamento degli orari di apertura; conclusione e messa in cantiere di grandi lavori di restauro, dalla Galleria Borghese alla Venaria Reale; attuazione degli impegni previsti dalla legge in merito agli interventi finanziari delle Fondazioni di origine bancaria a vantaggio dei beni e delle attività culturali.
L´attività professionale
Andando più indietro nel tempo, nella prima metà degli anni ´90 ho lavorato come esperto economico della Commissione Europea (DG V e DG XVI), in particolare nei settori delle politiche di sviluppo regionale, della programmazione e valutazione dei Fondi Strutturali e delle politiche per l´occupazione.
Ho partecipato a progetti dell´Ocse, nel campo della nuova imprenditorialità giovanile e in quello dello sviluppo locale legato alle industrie culturali. Ho lavorato come esperto con numerose istituzioni pubbliche italiane (Cnel, Istat, Formez, Ministeri, Regioni, Province, Comuni) e con imprese (Ansaldo, Eni).