Roma, 17 Settembre 2019  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



05/06/2013 M.Causi
Che fine ha fatto la Banca del Mezzogiorno voluta da Tremonti? Una brutta fine...e lo conferma il Governo rispondendo ad una interrogazione del PD

(ANSA, 5 Giugno) La Banca del Mezzogiorno, ´creatura nata per volere dell´ex ministro Giulio Tremonti e che avrebbe dovuto occuparsi prioritariamente del rilancio del Mezzogiorno, si occupa principalmente di prestiti ai dipendenti delle Poste dietro cessione del quinto e di sostenere gli investimenti nel meridione di grandi gruppi industriali nazionali. E´ quanto emerge dalla risposta fornita dal Tesoro durante un´interrogazione in commissione Finanze alla Camera. ´´Gli obiettivi di crescita originariamente individuati - dice il Governo - si sono poi rivelati difficilmente perseguibili anche in conseguenza del rapido deterioramento del contesto economico, a cui si associa, oltre alla debolezza della domanda di credito, anche un elevato rischio di ´adverse selection´ che impone l´adozione di severi criteri di valutazione del merito creditizio. D´intesa con l´azionista, il management ha quindi puntato su due ulteriori ipotesi di sviluppo operativo: credito finalizzato a sostenere gli investimenti nel meridione di grandi gruppi industriali nazionali e public utilities tra le quali Fiat, Astaldi, Enav, Enel in linea con la mission assegnata per legge alla banca. Finanziamenti (mutui e prestiti contro cessione di un quinto dello stipendio) a dipendenti di Poste Italiane nel rispetto del vincolo di prevalenza dell´attività rivolta al sostegno del tessuto imprenditoriale. La banca ha inoltre recentemente annunciato l´avvio di diversi progetti per promuovere un piu´ deciso sviluppo del credito alle Pmi´´.              

Il Pd va all´attacco: ´´il Governo - spiega il deputato Marco Causi, capogruppo Pd - ha confermato le nostre preoccupazioni: nessun Tremonti Bond per il Sud è stato emesso, nonostante il trattamento fiscale privilegiato, la Banca del Mezzogiorno eroga credito soprattutto alle grandi imprese, e non alle piccole e medie, mentre l´attività in maggiore sviluppo è quella dei prestiti ai dipendenti di Poste Italiane, sul quinto dello stipendio. C´è da domandarsi se fosse necessario creare un istituto bancario pubblico per organizzare normali attività bancarie retail per i dipendenti di Poste Italiane. Ancor più grave appare la situazione se ricordiamo che i rappresentanti del Mef nel Consiglio di Amministrazione della banca si sono dimessi, secondo la stampa per divergenze di opinioni con il management, e che la Banca del Mezzogiorno, dopo aver assorbito Mediocredito centrale, gestisce per conto del Governo, il Fondo centrale di garanzia. Il Governo - conclude Causi - si è impegnato ad approfondire l´esame della situazione nella Banca del Mezzogiorno. Noi vigileremo affinché il progetto sia ricondotto alle sue missioni pubbliche originarie, perdute per strada´´.

 (AGENPARL, 5 GIUGNO) Il progetto originario sulla Banca del Mezzogiorno ha subìto un pericoloso deragliamento. Lo ha ammesso oggi il Governo durante il question time in Commissione Finanze, rispondendo all´interrogazione del deputato Marco Causi, capogruppo Pd, che chiedeva: "Che fine ha fatto la Banca del Mezzogiorno, quel fantomatico istituto bancario pubblico che tanto fortemente volle, nel 2010, l´allora Ministro Tremonti come foglia di fico per nascondere l´impianto anti-meridionalista delle politiche del Governo Berlusconi-Bossi? "Il Governo - spiega Causi - ha confermato le nostre preoccupazioni: nessun Tremonti Bond per il Sud è stato emesso, nonostante il trattamento fiscale privilegiato, la Banca del Mezzogiorno eroga credito soprattutto alle grandi imprese, e non alle piccole e medie, mentre l´attività in maggiore sviluppo quella dei prestiti ai dipendenti di Poste Italiane, sul quinto dello stipendio. C´è da domandarsi se fosse necessario creare un nuovo istituto bancario pubblico per organizzare normali attività bancarie retail per i dipendenti di Poste Italiane. Ancor più grave appare la situazione se ricordiamo che i rappresentanti del MEF nel Consiglio di  amministrazione della banca si sono dimessi − secondo la stampa per divergenze di opinioni con il management - e che la Banca del Mezzogiorno, dopo aver assorbito Mediocredito centrale, gestisce per conto del Governo, il Fondo centrale di garanzia. Il Governo − conclude Causi - si è impegnato ad approfondire l´esame della situazione nella Banca del Mezzogiorno. Noi vigileremo affinchè il progetto sia ricondotto alle sue missioni pubbliche originarie, perdute per strada".

				
 

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