Roma, 19 Settembre 2019  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



06/06/2013 M.Causi
Gestioni associate dei Comuni e patto di stabilità
(Public Policy) - Roma, 6 giu - Un sistema normativo "schizofrenico" che rischia di penalizzare gli enti locali. I parlamentari del Pd Maino Marchi, Marco Causi e Walter Verini hanno presentato un´interrogazione al ministro dell´Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, sul patto di stabilità interno per gli enti locali. Il patto di stabilità è attualmente disciplinato dall´articolo 31 della legge 12 novembre 2011 n.183, successivamente modificato ed integrato dall´articolo 1, commi 428-477, della legge di stabilità per il 2013. La nuova normativa impone agli enti locali l´utilizzo delle forme associative per la gestione dei servizi; ma allo stesso tempo penalizza in termini finanziari l´ente capofila della gestione. Il rispetto del patto di stabilità consiste nel raggiungimento di uno specifico obiettivo di saldo finanziario determinato applicando alla spesa corrente media determinati coefficienti, fissati in maniera differenziata per le Province e i Comuni. I parlamentari del Partito democratico rilevano che, nel caso degli enti locali che gestiscono funzioni e servizi in maniera associata, l´assenza di dettagli nella tipizzazione delle spese da prendere in considerazione determina una situazione "paradossale", poichè "dalle spese sostenute dall´ente capofila della gestione medesima non è esclusa la quota di spesa gestita per conto degli altri enti locali". Tutto ciò si traduce nel mancato rispetto degli obiettivi del patto da parte dell´ente capofila, con conseguente taglio dei trasferimenti e molto spesso impossibilità di approvazione dei bilanci stessi. Per superare questa impasse normativa, la proposta di Marchi, Causi e Verini prevede l´esclusione dalle spese correnti del Comune capofila quelle effettuate per conto degli altri Comuni. (Public Policy) DAR 061631 Giu 2013
 

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